Il rapporto tra Cosa Nostra ed il mondo delle scommesse


Il Centro Studi “Paolo Giaccone” incontra il

Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Palermo, dott. Dario Scaletta. 

Il rapporto tra Cosa Nostra ed il mondo delle scommesse


1.  Dottore Scaletta, se dovessimo ipotizzare una “gerarchia” tra le fonti di sostentamento della mafia, le scommesse dove si collocherebbero?

Tradizionalmente, le scommesse o il gioco clandestino non hanno costituito una fonte primaria di finanziamento di cosa nostra, questo perché una delle fonti principali è stato il traffico di sostanze stupefacenti e l’attività estorsiva nei confronti delle attività commerciali. Infatti queste due attività illecite hanno sempre consentito e sono sempre state collegate ad un controllo diretto del territorio, elemento questo che costituisce una delle caratteristiche principali di cosa nostra, essendo questa un’organizzazione criminale strettamente collegata al territorio di riferimento. La stessa struttura organizzativa in mandamenti, famiglie etc è proprio collegata ad una delimitazione territoriale dove spesso un marciapiede “appartiene” ad una famiglia e quello di fronte ad un’altra.

Il gioco delle scommesse, quindi, che nel passato era rappresentato ad es. dal lotto clandestino e dal totonero, era, sì, sotto il controllo di cosa nostra, ma non ha rappresentato una fonte principale di guadagno. Sotto questo profilo è interessante un confronto con gli Stati Uniti, dove mi sono recato per motivi professionali, in cui invece il settore delle scommesse clandestine ha sempre costituito tradizionalmente la principale fonte di finanziamento della criminalità organizzata, ancora di più rispetto al traffico di sostanze stupefacenti ed in misura maggiore rispetto all’attività estorsiva.

Dal punto di vista economico, nell’ultimo decennio, si sono registrate una serie di evoluzioni nel sistema economico, soprattutto nel meridione, perché, da un lato, la crisi economica del 2009 ha determinato una forte riduzione delle attività economiche e, conseguenzialmente, cosa nostra ha dovuto diminuire la sua capacità di riscossione delle attività estortive (proprio perché le attività commerciali si sono trovate in difficoltà e non avevano modo di contribuire al sostentamento  di cosa nostra attraverso la raccolta estortiva), dall’altro lato, quasi in maniera speculare, si è assistito quasi ad un’esplosione delle scommesse lecite. Lo Stato, infatti, attraverso la concessione dei monopoli ha cominciato ad investire sul settore delle scommesse, contribuendo a far fronte ai fabbisogni di bilancio, contestualmente, cosa nostra, cogliendo questa evoluzione del sistema economico, ha visto nel settore delle scommesse lecite un settore di interesse attraverso cui drenare delle risorse; quindi, da questi elementi si è accresciuta la capacità di cosa nostra di svolgere, in questo determinato settore, delle attività oltre che lecite anche illecite.

Ciò è emerso durante l’ultima indagine (ndr “All In”) in cui si è assistito ad un vero connubio tra la figura dell’imprenditore, che lavora nel mondo delle scommesse, ed un appartenente a cosa nostra che, in modo trasversale, sono riusciti ad investire nelle attività del settore delle scommesse, diventando addirittura concessionari di monopoli dello Stato, rendendo in essere un’attività che non soltanto veniva realizzata sul territorio della provincia di Palermo, ma su tutto il territorio nazionale.

Quindi non soltanto un interesse volto a "pulire" i proventi di attività illecite, ma anche per ottenere "utili" e impiegare queste risorse non solo per tutte le attività criminali, ma anche per il sostentamento delle famiglie dei componenti reclusi in carcere.

Certamente.


2. Lei ha introdotto l’argomento guardando indietro di una decina di anni, è possibile tracciare un’evoluzione storica del fenomeno e degli interessi criminali per il settore delle scommesse?  

Ai tempi del totonero l’attività era certamente molto artigianale, oggi questo tipo di attività risente anche dell’evoluzione tecnologica e di complicazioni burocratiche (es. conti correnti personali e dedicati, dove devono confluire i soldi dei centri scommesse). Possiamo certamente affermare che da un sistema artigianale siamo arrivati ad uno industriale, professionale, anche con riferimento ai volumi di denaro che circolano, che sono notevoli. È bene sottolineare che non è più un’attività tesa al riciclaggio di denaro “sporco” ma al reimpiego, che è un’attività volta all’ottenimento di utili, somme che poi possono anche essere destinate al sostentamento delle famiglie dei detenuti, destinazione questa che permette invero il mantenimento dell’associazione criminale nel tempo.

3. Impresa Mafia, quindi?  

Certamente, un’impresa che svolge attività imprenditoriale nell’interesse di cosa nostra sia pure, ed è questo il paradosso, nel solco di attività di per sé lecite, con tanto di autorizzazioni dalla pubblica autorità e concessioni da parte dei monopoli dello Stato. È certamente uno spaccato che, in un contesto diverso, potrebbe essere vista come un’attività assolutamente lecita, ma se poi si vanno a ricostruire i contatti con l’associazione criminale cosa nostra (es. per andare ad aprire un’agenzia in un determinato territorio si chiede il “benestare” alla famiglia di riferimento per quel territorio) si vede che anche questa è una modalità di controllo del territorio, atto a creare quel circolo vizioso con cui cosa nostra accresce il proprio potere, perché, per poter avere un’opportunità lavorativa, mi trovo costretto ad avere “il permesso”. Inoltre, cosa nostra può anche individuare dei soggetti che io dovrò assumere per la mia attività e quindi si crea quel circolo che accresce il prestigio criminale dell’organizzazione nei territori di riferimento e pertanto ci ricolleghiamo a quel rapporto con il territorio che prima era tenuto con le estorsioni (dalla cd “messa a posto”) e che ora viene mantenuto attraverso l’opportunità di svolgere attività commerciale, lavorativa e soddisfare i propri bisogni primari.

4. Poi però in questo rapporto con il territorio interviene lo Stato, che si frappone interrompendo il rapporto con l’organizzazione criminale; qual è quindi la sorte delle attività che vengono collegate alla mafia e che spesso si avvalgono di soggetti che non sono parte di cosa nostra?

La difficoltà maggiore a cui si va incontro è proprio quella di riportare nei binari della legalità un’attività compromessa dall’illegalità. Lo Stato cerca di reimmettere nel circuito economico queste attività e nel settore delle scommesse è astrattamente più semplice, perché, avendo già una concessione concessa dallo Stato, si tratta soltanto di proseguire in un’attività già avviata e formalmente autorizzata. Quello che risulta concretamente più complicato è l’attività di mantenimento “in salute” dell’attività, perché se una determinata agenzia viene gestita da un amministratore dello Stato, se nel quartiere non si va più a scommettere presso quell’agenzia e si preferisce andare presso un’altra, magari ancora gestita da cosa nostra, risulta molto difficile potere proseguire l’attività economica.

Lo stesso problema, nel passato, si aveva con le attività del settore dell’edilizia: se nessuno si va a rifornire presso una ditta che produce calcestruzzo, dopo il passaggio dalle mani di cosa nostra all’amministrazione dello Stato, quella ditta chiude. Questo è uno dei problemi con cui ci si scontra quando si attua la riconversione in termini di legalità di attività economiche, che molto spesso operano al di fuori del mercato. Quanto più operano in un contesto di illegalità tanto più è difficile riconvertirla in un’attività lecita.


Soprattutto se non si agisce anche sulla mentalità della popolazione del territorio. Esattamente.

5. Quali sono, mediamente, le tempistiche che vi necessitano per indagini di questo tipo? Quali sono le principali difficoltà che si incontrano?

Sono attività di indagini molto complesse, per le quali si va avanti almeno per un anno e mezzo, due anni, che sono necessari per raccogliere i cosiddetti elementi indiziari. Le difficoltà sono tante perché, operando in un settore che ha l’apparenza del formalmente lecito, non è sempre facile andare a distinguere quello che è lecito da quello che non lo è. Per quanto possano essere evoluti gli strumenti di indagine (intercettazioni, captazioni di conversazioni, etc.) devono essere effettuati anche tutta una serie di accertamenti di natura patrimoniale, per ricostruire i canali di investimento, ricostruzioni societarie. Sono delle attività molto complesse e le fonti di prova sono molto articolate: si va dall’attività di controllo e pedinamento, posto in essere dalla polizia giudiziaria, alle prove di carattere tecnico, come l’analisi dei bilanci di queste società.

6. Capito il ruolo di queste attività, quindi anche come “presidio” per il controllo del territorio, è stato riscontrato un atteggiamento spregiudicato nella conduzione di attività di centri scommesse (e simili) o no? Un loro utilizzo come basi e luoghi di incontro oppure avete riscontrato una certa “professionalità” nell’uso degli spazi e dell’attività stessa?

Più la seconda. Difficilmente queste attività vengono utilizzate come basi e luoghi di incontro, perché questo finirebbe per attirare l’attenzione dell’autorità giudiziaria o della polizia giudiziaria e, trattandosi di attività che viene svolta sotto il rilascio di una concessione pubblica, formalmente risulta essere tutto in regola con un’apparenza di legalità. La difficoltà è andare oltre questo schermo iniziale e verificare se, accanto a questo, vi siano circuiti di scommesse illegali o clandestine, che molto spesso doppiano e si sovrappongono all’attività legale che fungono da secondo canale di approvvigionamento.

Un’attività molto subdola. Ed anche sofisticata!


Ci ha lasciati il Professor Matteo Marrone, Presidente emerito del nostro Centro Studi

Tutti i soci si stringono con un abbraccio alla famiglia per la perdita così dolorosa di un uomo che così tanto ha dato ed al quale siamo grati.
Vogliamo qui riportare un pensiero tanto dolce quanto lucido di Milly Giaccone: "Lo stimavo molto, ho sempre associato, con grande affetto, la sua figura a quella di papà: erano compagni di scuola. Adesso immagino la combriccola del Gonzaga riunita Lassù a riprendere i discorsi del tempo della loro gioventù".


SECONDO INCONTRO FARI DI LUCE



Secondo Incontro di "Fari di Luce": Approfondimento su Giorgio La Pira. 
Auditorium Istituto Gonzaga, Via Piersanti Mattarella 38-42  
24/01/2020 Ore 10:50 - 12:30


Relatrice: Prof.ssa Angela Caruso



Progetto NoMA & Paolo Giaccone

Il Centro Studi Paolo Giaccone è felice di comunicare una intelligente iniziativa volta alla diffusione della Storia della nostra terra ed alla comunicazione a tutti, ma soprattutto ai più giovani, dell'estremo sacrificio che molti, troppi Uomini, Donne ed i loro cari, hanno dovuto fare affinché si procedesse verso la definitiva liberazione da quella piaga che è la Mafia. A nome del Centro Studi e della famiglia del Professor Giaccone vogliamo esprimere il nostro profondo senso di gratitudine per la realizzazione di questo splendido progetto.

Da oggi è disponibile “NOma – luoghi e storie NOmafia”: un’applicazione, scaricabile gratuitamente su tablet e smartphone, che guiderà cittadini, turisti, giovani e studenti attraverso le strade di Palermo, nei luoghi degli attentati “mafiosi” che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70. Grazie a contributi audio, video, fumetti e a un sofisticato sistema di animazioni digitali, gli utenti, ovunque si trovino, potranno accedere ad informazioni relative a quel tragico momento storico e consultare le vicende biografiche delle vittime. Un modo per conoscere e diffondere lo straordinario esempio di coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia.
L’applicazione, che gode del Patrocinio del Comune di Palermo, nasce dall’impegno dell’associazione no profit “sulle nostre gambe”, fondata da Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif) Roberta Iannì, Emanuela Giuliano e Tiziano Di Cara (autore dell’idea dell’app). La sua realizzazione è stata possibile grazie alla partnership di TIM, che ne ha curato l’ideazione, la progettazione e lo sviluppo, e alla collaborazione di Rai Teche.
All’app hanno contribuito molti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo: Pippo Baudo, Paolo Briguglia, Ficarra e Picone, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Nino Frassica, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Teresa Mannino, Isabella Ragonese, Francesco Scianna, Giuseppe Tornatore.
Sono attualmente disponibili nell’applicazione 15 itinerari attraverso le strade di Palermo e dintorni che porteranno a conoscere altrettante storie di persone che hanno combattuto la mafia.
L’applicazione sarà inoltre fruibile ovunque, grazie alla modalità “Visita 360°” che porta virtualmente gli utenti sul luogo dell’accaduto, utilizzando una modalità immersiva basata su foto panoramiche a 360°. Utilizzando questa funzione, l’utente potrà guardarsi attorno come se si trovasse sul posto, ascoltare la narrazione e vedere tramite animazioni come sono avvenuti gli eventi.
Un modo per non dimenticare e per non disperdere il lascito di questi grandi personaggi, dei loro cari e delle loro scorte:Antonino Agostino, Paolo BorsellinoRocco Chinnici, Mauro De Mauro, Giovanni Falcone, Mario Francese, Giorgio Boris Giuliano, Libero Grassi, Carmelo Iannì, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Beppe Montana, Giuseppe Puglisi, Pietro Scaglione, Cesare Terranova. Successivamente saranno disponibili anche le storie di Filadelfo Aparo, Ninni Cassarà,Gaetano Costa, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato, Paolo Giaccone, Calogero Zucchetto.
Le storie sono introdotte dalla voce di Pif e di molti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno scelto di aderire al progetto: Pippo Baudo, Paolo Briguglia, Ficarra e Picone, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Nino Frassica, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Teresa Mannino, Isabella Ragonese, Francesco Scianna, Giuseppe Tornatore.
L’applicazione proporrà, inoltre, itinerari che conducono alla scoperta delle realtà che aderiscono ad “Addiopizzo”, il movimento nato su iniziativa di un gruppo di giovani che hanno scelto di combattere la mafia promuovendo un sistema di economia virtuosa attraverso lo strumento del “consumo critico”. La scelta di inserire all’interno dell’app l’itinerario “Addiopizzo” nasce dalla volontà di rendere visibile uno dei tanti lasciti di persone che, attraverso il proprio sacrificio, hanno risvegliato le coscienze e reso possibile una piccola rivoluzione.
L'applicazione è disponibile anche in inglese.
NOma nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “sulle nostre gambe” e si pone l’obiettivo di divulgare le storie delle molte persone che hanno combattuto la mafia fino a sacrificare le proprie vite. Tali storie, oltre ad avere un forte valore simbolico e pedagogico, rappresentano un mattone importante della nostra democrazia. L’intento dell’associazione è quello di diffondere e rinnovare il messaggio che questi uomini e queste donne ci hanno lasciato e offrire, attraverso il loro coraggioso esempio, utili strumenti alle nuove generazioni per combattere un male che, malgrado i passi da gigante compiuti in questi anni, non è ancora stato debellato e che, anzi, si diffonde nella nostra penisola in forme sempre più subdole.

Noma luoghi e storie NOmafia
autore dell’idea dell’app
Tiziano Di Cara
realizzata da
Ass. Cult. SULLE NOSTRE GAMBE
Pierfrancesco Diliberto
Emanuela Giuliano
Roberta Iannì
Tiziano Di Cara
si ringrazia
AddioPizzo
ANAS S.p.A.
Biblioteca centrale della Regione siciliana “Alberto Bombace"
Centro di studi ed iniziative culturali Pio La Torre
Centro di Accoglienza Padre Nostro
Giornale di Sicilia
in particolare
Isabella Seragnoli
per il prezioso sostegno e la grande sensibilità dimostrata
e tutti i familiari delle vittime che hanno dato il loro indispensabile contributo

NOma
luoghi e storie NOmafia
coordinamento
Ass. Cult. “sulle nostre gambe”
Tiziano Di Cara
redazione
Valentina Greco
Therese Pecora
Giuseppe Emanuele Cardinale
Fabrizio Sansone
testi scene
Piergiorgio Di Cara
disegni ed animazioni
Francesco Colombo
Casa di Produzione
Smart Brands srl
Produttore esecutivo
Angelo Poggi
musiche
Santi Pulvirenti
foto sferiche
Mariano Macaluso
ufficio stampa
Benedetta Cappon
consulenza legale
Giuliana Aliberti
supervisione traduzione testi ingl.
Eleanor Poulton
grafica
Valentina Balbi
contatti
Ass. Cult. SULLE NOSTRE GAMBE
largo G. Zappalà, 11 - 90145 Palermo
da www.medicinainsieme.net


Per mantenere vivo il filo della memoria lanciamo il CONCORSO FOTOGRAFICO: RICORDIAMO PAOLO GIACCONE”, proprio oggi, perchè una persona di questo calibro, e così vicina a noi, va ricordata per quello che ha dato, dal giorno della sua nascita sino al giorno della sua tragica perdita.

***

Paolo Giaccone (Palermo, 21 marzo 1929  Palermo, 11 agosto 1982) è stato un medico italiano. Fu assassinato tra i viali alberati del Policlinico di Palermo, qualche settimana prima della Strage di via Isidoro Carini che avrebbe fermato l’impegno di Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Info iscrizioni:
Pierfrancesco Sinacori 320 1179657 paperoga_2007@hotmail.it
Caterina Curatolo 328 8442467 cateruccia@gmail.com
Qui sotto il bando del concorso:
CONCORSO FOTOGRAFICO: “RICORDIAMO PAOLO GIACCONE”
Art 1
L’associazione “Medicina insieme”, con il patrocinio della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo e del “Centro Studi Paolo Giaccone”, indice il concorso fotografico “Ricordiamo Paolo Giaccone”.
Art.2 Finalità
Il concorso vuole essere un modo per promuovere – attraverso degli scatti fotografici – la cultura della legalità, in memoria del medico Paolo Giaccone, già professore della Facoltà di Medicina e Chirurgia, a cui è intitolato l’ospedale di formazione, Policlinico Universitario della città di Palermo.
Art.3 Requisiti di Partecipazione
Il concorso è gratuito ed è rivolto agli studenti dell’Ateneo di Palermo.
I partecipanti dovranno dichiarare il pieno possesso dei diritti sulle immagini inviate, nonché acconsentire all’uso gratuito delle stesse da parte della associazione “Medicina Insieme”, o di soggetti terzi individuati dall’Associazione stessa per attività di comunicazione e divulgazione.
Art. 4 Tema
Le fotografie dovranno esprimere, in modo originale e creativo, momenti di legalità della vita quotidiana delle persone, l’importanza della legalità nella società e Simboli di legalità.
Art. 5 Modalità di partecipazione
Ciascun concorrente dovrà consegnare, brevi manu, all’interno di una busta chiusa, senza alcun contrassegno, il proprio elaborato presso la sede dell’associazione “Medicina Insieme”, sita al primo piano del complesso didattico, della Scuola di Medicina e Chirurgia, in Via Parlavecchio n 3 Palermo,entro e non oltre le 14.30 del 30 Aprile 2015.
La busta predetta dovrà contenere :
  1. Una copia dell’elaborato stampata su carta fotografica formato 20×30 cm
  2. Una breve descrizione dell’elaborato.
  3. Un foglio formato A4 che riporti il nome e cognome del concorrente, Corso di studio di appartenenza e relativa Scuola, il proprio indirizzo email e un recapito telefonico.
  4. Cd-rom con una copia digitale dell’elaborato fotografico in formato JPEG(.jpg) max 10 Mb
Caratteristiche tecniche delle immagini
Le foto possono essere a colori, o in bianco e nero, con inquadrature sia orizzontali che verticali. Sono ammesse immagini realizzate con fotocamere digitali e digitalizzazioni di fotografie realizzate in modalità analogica (negativa, o diapositiva).
L’autore potrà utilizzare programmi di elaborazione fotografica (Adobe Photoshop ecc…). L’elaborato non dovrà avere alcuna apposizione di firma o watermark. Non sono ammesse, e quindi non saranno valutate, opere interamente realizzate al computer.
Le immagini da sottoporre alla selezione della giuria devono essere compresse in formato JPEG formato 3000×2000 px su cd-rom e stampate su carta fotografica formato 20×30 cm
Qualora, nelle fotografie inviate, risultino soggetti riconoscibili – o luoghi con accesso non pubblico, o ritenuti sensibili per le normative vigenti (aeroporti, rete ferroviaria, acquedotti e centrali elettriche, edifici di culto, sedi diplomatiche, politiche e militari, o altri siti con espresso divieto alle riprese – l’autore dovrà dichiarare di essere in possesso della liberatoria, o dell’autorizzazione concessa dalle autorità competenti e di rendere disponibile il documento alla Commissione giudicatrice, ove richiesto, pena l’esclusione dal concorso.
L’associazione “Medicina insieme” provvederà a contattare i partecipanti al concorso invitandoli al giorno della premiazione, che si terrà in occasione della apposita giornata “Ricordiamo Paolo Giaccone”.
Art. 6 Commissione giudicatrice
La commissione giudicatrice, il cui parere sarà insindacabile, sarà composta da almeno 5 componenti scelti tra: almeno 2 docenti della scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo, almeno 1 rappresentante dell’associazione “Medicina Insieme”, almeno 1 rappresentante del “Centro Studi Paolo Giaccone”, un fotografo professionista.
I giudizi della Commissione, espressi sulla base dei criteri di originalità, creatività, qualità della fotografia, coerenza con le finalità e il tema del concorso, sono insindacabili.
Verranno escluse quelle immagini il cui contenuto risulti offensivo, diffamatorio, violento o discriminatorio.
La Giuria decreterà il vincitore in occasione della manifestazione dal titolo “Ricordiamo Paolo Giaccone”, che si terrà, indicativamente, tra il 4 maggio e il 14 giugno del corrente anno.
I nomi dei componenti della commissione giudicatrice verranno resi noti e pubblicati sul sitowww.medicinainsieme.net, una settimana prima della data della manifestazione “Ricordiamo Paolo Giaccone”, in occasione della quale si terrà la premiazione del vincitore.
Art. 7 Selezione e Premi
Il vincitore, il cui nominativo sarà pubblicato sul portale dell’associazione e sul sito dell’Ateneo di Palermo, riceverà il premio nel corso della manifestazione in cui si ricorderanno episodi della vita, l’impegno ed il sacrificio del medico prof. Paolo Giaccone.
Art. 8 Dichiarazioni e Garanzie
Iscrivendosi al Concorso, i partecipanti accettano incondizionatamente il presente regolamento.
Con la partecipazione al concorso, gli autori delle foto dichiarano e garantiscono di essere titolari esclusivi e legittimi di tutti i diritti di autore, di sfruttamento (anche economico) e di riproduzione delle foto inviate, sollevando e mantenendo indenne l’associazione “Medicina Insieme” da qualsiasi pretesa e/o azione di terzi e saranno tenuti a risarcire l’associazione “Medicina Insieme” da qualsiasi conseguenza pregiudizievole, che dovesse subire, in conseguenza della violazione di quanto dichiarato, ivi incluse eventuali spese legali anche di carattere stragiudiziale.
L’associazione “Medicina Insieme” non sarà dunque responsabile per eventuali pretese e/o azioni di terzi tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, richieste di risarcimento o lamentele per violazione di diritti d’autore e/o d’immagine e per danni relativi al contenuto delle fotografie.
L’associazione “Medicina Insieme” non è responsabile dell’uso che altri potranno fare delle foto scaricate dal sito www.medicinainsieme.net.
Art. 9 Concessioni e Impegni
Partecipando al Concorso, l’autore di ciascuna fotografia:
  • autorizza l’associazione “Medicina Insieme” e soggetti terzi individuati dall’associazione stessa, all’uso dei dati personali ai fini del concorso e per altri progetti di comunicazione e promozione;
  • autorizza l’associazione “Medicina Insieme” e soggetti terzi individuati dall’associazione stessa a pubblicare il materiale inviato e a renderlo fruibile al pubblico anche in riproduzione parziale ed elaborata e anche dopo il termine del concorso e indipendentemente da esso. Tale facoltà è concessa a titolo gratuito e senza avere nulla a pretendere – a titolo esemplificativo e non esaustivo – per la produzione di materiali cartacei e digitali, video, mostre, etc.
Gli autori avranno diritto alla citazione del proprio nome quali autori dell’immagine in occasione di tutte le forme di utilizzo nei casi di competenza esclusiva dell’associazione “Medicina Insieme”.



Il Centro Studi Intestato al Professor Paolo Giaccone è felice di inviatarVi ad intervenire alla scopertura del nuovo mosaico esposto sulla facciata principale del Palazzo di Giustizia di Palermo.

L'associazione Vigliena ne ha voluto il rinnovamento, a testimonianza della cura anche “fisica” che la memoria necessita, poichè quello istallato il 19 luglio di tre anni fa era ormai logoro e scolorito.

L'appuntamento è per Venerdì, 14 novembre alle ore 12:00 in occasione della commemorazione dell'agente Calogero Zucchetto, assassinato dalla mafia nel 1982.



Si accede all'area passando dall'ingresso secondario, quindi attraverso i metal detector si potrà raggiungere la scalinata principale anteriore.

Noi contiamo sulla presenza di molti palermitani poiché si tratta di momenti, questi, di gioia collettiva in cui la città riluce dell'amore che queste donne e questi uomini hanno voluto testimoniare a costo della Vita.

Grazie

Centro Studi Paolo Giaccone.